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Due anni di SoniAid

Due anni di SoniAid

Un appunto del presidente, Emmanuele Di Leo.

“Sono passati ormai due anni e una piccola analisi, penso, sia doverosa. Oggi, questa sera, abbiamo avuto una cena informale tra amici, dove ci siamo ritrovati, confrontati e a quasi tutti era sfuggita la data di questa serata… Sono due anni che è attivo il progetto #SoniAid. Ma qual’è il nostro compito in questo progetto? Beh non siamo tanti, a malapena superiamo le dita di due mani. 120 sono i ragazzotti che ogni venerdì ci aspettano, che aspettano il nostro conforto e supporto. Un compito difficile e a volte può sembrare ingrato, ruvido… Un compito talmente, apparentemente duro, che nella sfera del volontariato è molto arduo trovare persone che vogliano dedicare un po del loro tempo per esso. Quanto dolore si ha quando qualcuno dei nostri nonnini vola via in cielo, quante domande ci poniamo alla nostra coscienza… Io sono una persona impulsiva e come molti sanno scrivo di getto, cercando di trasmettere quello che sono i miei sentimenti, quello che custodisce il mio cuore… cosa che voglio fare ora. Questa sera sono grato al Signore per avermi donato dei compagni di viaggio, dei giganti della donazione! Persone che più di me donano tutto loro stessi all’altro. Eroi! Si posso dirlo, eroi della vita quotidiana, che offrono, nel silenzio in umiltà, il loro tempo per accompagnare… accompagnare nel tragitto della vita più difficile, quello della vecchiaia, spesso quello che anticipa il grande viaggio…


Eppur nella loro forza, quanta fragilità hanno queste persone che offrono volontariamente il loro operato! Erano molti quei nonni che due anni fa ci hanno accolto con un sorriso o con un ringhio di… “vediamo un po che cosa vogliono questi”… Molti di loro, ahimè non ci sono più, hanno intrapreso il viaggio e a noi, che gli abbiamo donato un po del nostro tempo, hanno dato tanto! La saggezza, la spiritualità, che solo un anziano, un nonno può dare! 


Si, è molto difficile riuscire ad accompagnare, a confortare ad ascoltare chi, magari, apparentemente, non sembra voglia essere accompagnato, ascoltato o confortato. Ma vi assicuro che tutti, anche il più burbero, ci ha donato quel sorriso. Quello sguardo di serenità, di chi già sa, di chi con infinito amore, con un gesto, dice grazie per quell’ora che passi con me! E proprio così, in una società che oggi ha perso i suoi valori che cercando di esorcizzare la morte, la promuove con l’eutanasia, c’è chi lotta tutti i giorni non per sopprimere, ma per accompagnare, per ascoltare chi ha ancora da dire, da insegnare…

Oggi il mio più profondo grazie a chi ha saputo concretizzare e far sua una idea a favore degli altri, dei più indifesi! Grazie.”

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