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NigeriAid: Diario d’Africa – 10 Novembre 2013

NigeriAid: Diario d’Africa – 10 Novembre 2013
Il progetto NigeriAid continua con una nuova visita della Steadfast in terra nigeriana. Questo viaggio ha visto la presenza di Steadfast in molteplici luoghi della nazione.  Come consuetudine verremo a narrarvi il viaggio in più puntate descritte nel nostro Diario d’Africa.

Il Re è la massima autorità sul popolo autoctono Igbo. Viene eletto dall’assemblea del villaggio democraticamente. Per attuare il progetto delle Missioni Mediche, l’autorità dei Re è di fondamentale importanza. Infatti il loro ascendente sulla popolazione è molto forte. Sono le autorità che possono dare alla Steadfast i dati demografici della popolazione, far capire che tipologie di malattie sono presenti nel Villaggio e indirizzare tutta la popolazione ad approfittare dell’opportunità di questo progetto, per avere adeguate cure. La squadra Steadfast in questa giornata si dedica completamente ad incontri mirati con i Re dei villaggi limitrofi alla location decisa per le Missioni Mediche.
 
Primo Vilaggio è quello di Ugwuogo Nike. A tale Villaggio, ormai la Steadfast è di casa, infatti più volte la Onlus si è incontrata con la popolazione e co il suo Re. 
Egli come sempre manifesta tutta la sua felicità nel rincontrare gli amici della Steadfast! Come usanza fa preparare il tavolo della cerimonia e ci accoglie con il rituale della Cola.
In qualunque funzione del villaggio, l’uomo con titolo o l’anziano del villaggio è presentato con la noce di cola, che gioca un ruolo sociale e rituale molto importante nella cultura Igbo. Le noci di cola è il più alto simbolo di ospitalità in Igboland. Quando una noce di cola appare in una riunione, la questione da discutere in quel tempo particolare è considerata molto importante. L’offerta di bevande, di cibo e di carne non sono così considerati importante nella cultura Igbo come l’offerta di noce di cola. Quando un ospite importante visita la comunità, le noci di cola sono portate e consegnate all’uomo più anziano o al sacerdote o all’uomo con titolo. Questo simbolo di ospitalità Igbo ha tre passi e chiunque non segue questi passi è penalizzato dagli anziani del villaggio.
 
– Il primo passo è la presentazione di noce di cola
– La seconda è la “rottura” della noce di cola.
– La terza è la distribuzione della noce di cola.
 
La presentazione di noce di cola è un privilegio riservato esclusivamente agli uomini. Questo privilegio è negato alle donne per le ragioni culturali. Quando la noce di cola è presentata a un ospite, la noce di cola gira intorno finché finalmente ritorna all’ospite. L’anziano che assiste alla cerimonia alza la noce di cola e dice una preghiera agli antenati. Così, tali preghiere sono spesso (anzi sempre) dette in Igbo nelle riunioni cerimoniali. Gli dei degli antenati e tutti gli spiriti amichevoli sono convocati e trovano incontro con i presenti tramite la noce di cola. L’anziano richiede la buona salute per le buone persone e la salute malferma per le cattive e i loro nemici, e la pace per tutti nel villaggio:
“Che il nibbio possa appollaiarsi e che l’aquila possa appollaiarsi e chi dice no all’altro, che gli rompono le ali.”
 
Perché la Noce di cola? Perchè è considerata una noce sacra che riesce a mettere contatto i vivi con gli spiriti. 
 

 

La Steadfast prendendo parte a tutto il rito e alle preghiere Igbo, festeggia l’essersi ritrovati con il Re e i presenti. In un dialogo di un’ora il Presidente Emmanuele Di Leo, prima e il Project Developer Pierpaolo Cioeta, seguendo, spiegano al Re il progetto delle missioni Mediche. Entusiasta il Capo Villaggio, scende nel concreto fornendo alla Onlus tutti i dati utili per la pianificazione della Missione. La popolazione si aggira sulle 7000 persone, dove 1000 alloggiano ancora più internamente rispetto al Villaggio, sono famiglie che vivono oltre la vegetazione… Rassicurando i presenti, con una profonda risata, il Re comunica che tutti risponderanno al suo appello, anche queste famiglie. Le malattie presenti sono maggiormente quelle endemiche come la malaria e epidemiche come il colera.
 
La Steadfast spiega al Re che l’intenzione è quella di portare in Nigeria, equipes mediche qualificate, impegnate periodicamente in missioni mediche che prevedono: campagna vaccini, programmi di prevenzione e cura contro le malattie infettive, visite e terapie ginecologiche e ortopediche, trattamenti dell’ernia ombelicale, campagne informative di prevenzione dell’HIV, diffusione della cultura che valorizza l’igiene e distribuzione di medicine.
 
Onorato di tale iniziativa, il Re, ha messo a disposizione del progetto, non solo la sicurezza dei suoi uomini, ma anche i viveri e quant’altro servisse. Lieti di tanta bontà la squadra Steadfast ha salutato le molteplici persone, venute per accoglierci gioiosamente.
 
E’ stata poi la volta di altri due Villaggi, con i loro rispettivi Re, che con i rituali sopra descritti ci hanno accolto e ascoltato. Tutti molto felici dell’iniziativa, si sono presi l’incarico di informare i loro abitanti e di invitarli tutti a partecipare.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
La giornata è stata densa d’incontri, rituali, colori ed emozioni. Andare oltre la vegetazione, lasciando le zone “urbane”, per tutti è stata una bella esperienza, un’esperienza di piena conoscenza della vera Nigeria, quella che non tutti possono conoscere.
 
A fine giornata la Steadfast ha ottenuto ulteriori dati e permessi, che serviranno per una programmazione accurata delle Missioni Mediche in questo territorio. Saranno circa 15.000 le persone che accederanno a questo progetto e le patologie vanno dalla malaria al colera, dalla febbre gialla al tifo, da problemi ginecologici alle ernie ombelicali (molto diffuse in questo territorio), dall’HIV a tumori della pelle…
 
… il Diario d’Africa continua …
 
 
Le fotografie di questo articolo sono soggette a © Steadfast Onlus
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