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LifeAid: “Maria ci cattura e ci fa suoi in pochi attimi”

LifeAid: “Maria ci cattura e ci fa suoi in pochi attimi”

Il progetto LifeAid di Steadfast , aderisce alla settimana “Baby Loss Awareness  Week” e lo fa divulgando articoli e testimonianze per accrescere la consapevolezza sul trauma che tante famiglie subiscono con la perdita di un figlio. Oggi proponiamo la testimonianza di Susy che nella sofferenza fa vedere come una famiglia facendosi forza e stringendosi a se e alla propria fede, riesce a superare anche momenti di indubbia sofferenza.

Correva l anno ….. 2004. Sono incinta del 6º figlio. Tremore e paura perché nel 2002 ho partorito a termine il mio Marco, nato morto. Ma questa è un’ altra storia. Sono incinta, dunque. La gravidanza inizia e procede normalmente. Faccio l ecografia è il ginecologo vede qualcosa che non va nel cuoricino. Controlla lo spessore nucale: la bambina che aspettiamo ha la Sindrome di down. Ci viene proposto l aborto, nonostante fossi di 23 settimane. Rifiutiamo , firmiamo per tenere la piccola.

Sono mesi lunghi e carichi di pensieri, ma sopra a tutto c’è l amore per questa bimba fragile e bisognosa di cure. Nasce, sta bene. Si chiama Maria. Inizia una vita nuova, fatta di visite, esami e controlli. Lei è perfetta così per noi. Ci cattura e ci fa suoi in pochi attimi. Passano 4 mesi. Arriva il giorno dell intervento al cuore. C è una malformazione che va sistemata. La accompagno in sala operatoria. Ne uscirà dieci ore dopo. Un’agonia di 24 ore, dopodiché la nostra piccola Maria muore a causa di un errore umano.

Perdere un figlio è contro natura. È un dolore viscerale che sale dal basso, passa dal cuore e arriva al cervello. E tutto esplode. Io mi chiudo a riccio. Nessuno mi può avvicinare. Grido a Dio la mia sofferenza, il mio desiderio di morire con mia figlia. Tutte le sue cose, da sistemare. Cancellare la sua presenza dalla nostra casa. Culla, ciuccio, tutine, copertine, biberon. Uno strazio, anche per i fratelli che si sentono derubati. Traditi. E quando sembra che tutto sia finito con lei. Che la vita non ha più alcun senso…. arriva la consolazione.

Dio consola, fascia le ferite, accarezza il cuore. Non toglie il dolore, ma gli dà un senso. Perché la Vita Eterna esiste. Nulla è perduto per sempre. Ci incontreremo di nuovo con i nostri cari e sarà gioia piena. Certamente la croce fa soffrire. Il tempo non sistema le cose. Lo fa Dio. Che ci ha aiutato a stare nel Dolore senza disperare. Ad accettare di soffrire, senza maledirLo. Una parte del mio cuore se ne è andata con la piccola Maria. Quel vuoto resterà per sempre. Ma sono certa che lei è viva in cielo e prega per noi.

di: Susy Esti

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